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UNI 11224:2026: cosa cambia per il controllo e la manutenzione dei sistemi di rivelazione incendio (IRAI)

UNI 11224 IRAI

Dopo sette anni arriva l’aggiornamento che gli addetti ai lavori aspettavano: il 9 luglio 2026 è entrata in vigore la UNI 11224:2026, quarta edizione della norma che definisce le procedure di controllo iniziale, sorveglianza, controllo periodico, manutenzione e verifica generale dei sistemi di rivelazione automatica di incendio (IRAI). La nuova edizione sostituisce integralmente la UNI 11224:2019, di cui avevamo parlato in questo articolo.

Non si tratta di un semplice restyling: la norma recepisce l’evoluzione tecnologica del settore e introduce alcune modifiche che cambiano concretamente il modo di lavorare di manutentori, responsabili degli impianti e imprese.

Vediamo, punto per punto, cosa cambia davvero rispetto alla versione precedente.

1. Addio alla “prova reale” nella verifica generale

È probabilmente la novità con il maggiore impatto operativo. Nella verifica generale (l’attività straordinaria obbligatoria da effettuare almeno ogni 12 anni) la UNI 11224:2026 elimina la prova reale dalle opzioni previste per testare i rivelatori.

Da oggi, i rivelatori interessati dalla verifica generale devono essere sottoposti a:

  • revisione in fabbrica, oppure
  • sostituzione con dispositivi nuovi e compatibili.

Non è più ammesso, quindi, l’innesco di focolari per verificare la risposta dei sensori. Un cambio di approccio che punta su affidabilità e tracciabilità, ma che richiede a chi gestisce l’impianto di pianificare per tempo revisioni o sostituzioni, invece di affidarsi a un test sul campo.

2. Tempi più stretti per i rivelatori con componente ottica

Per i rivelatori dotati di componente ottica, il termine entro cui completare la revisione o la sostituzione si riduce da 6 a 3 anni. Un dimezzamento che impone una programmazione più attenta, soprattutto per gli impianti che si avvicinano ai 12 anni di vita e che montano questa tipologia di sensori.

3. Nuove percentuali per il controllo periodico

Cambiano anche le regole del controllo periodico (quello effettuato almeno ogni 6 mesi), in funzione dell’anzianità dell’impianto:

  • dalla consegna al 6° anno: controllo funzionale di almeno il 50% dei dispositivi nell’arco di 12 mesi, con almeno due interventi distanziati di minimo 5 mesi;
  • dal 7° al 12° anno: controllo del 100% dei dispositivi, sempre con almeno due interventi;
  • oltre il 12° anno: l’impianto deve essere sottoposto alla verifica generale;
  • oltre il 24° anno (dopo la seconda verifica generale): il controllo periodico interessa il 50% dei dispositivi a ogni visita.

Una gradazione più precisa, che lega il livello di controllo all’effettiva “storia” dell’impianto.

4. Tecnico manutentore qualificato: obbligo in arrivo

La norma adotta ufficialmente la definizione di tecnico manutentore qualificato, allineandosi al D.M. 1° settembre 2021. L’obbligo di possedere la qualificazione prevista dall’articolo 4 del decreto è stato differito al 25 settembre 2026: dal giorno successivo, 26 settembre 2026, la manutenzione dei sistemi IRAI potrà essere svolta solo da soggetti in possesso della relativa attestazione.

5. Più tracciabilità e nuovi riferimenti normativi

La UNI 11224:2026 rafforza gli obblighi di tracciabilità: le liste di riscontro devono permettere di identificare con precisione numero e tipologia dei dispositivi verificati, supportate, quando possibile, dal salvataggio o dalla stampa dei risultati delle prove e dello storico eventi della centrale.

La nuova edizione si allinea inoltre a diverse norme collegate, tra cui la UNI 9795:2021, la UNI 11744, la UNI/TR 11924 e, per i sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza, introduce il riferimento alla UNI 11988, utilizzabile in alcuni casi in alternativa alla UNI ISO 7240-19.

Cosa significa in pratica per chi gestisce un impianto IRAI

Se il tuo impianto ha già superato (o si avvicina a) i 12 anni di vita, o se stai pianificando la verifica generale, questi cambiamenti non sono un dettaglio tecnico da addetti ai lavori: incidono direttamente su tempi, costi e organizzazione dell’intervento.

Vale ancora, forse più di prima, quanto scrivevamo nel nostro articolo sulla precedente edizione della norma: la verifica generale resta il momento migliore per modernizzare l’impianto, non solo per adeguarlo formalmente. Con l’eliminazione della prova reale, pianificare per tempo revisione o sostituzione dei rivelatori diventa ancora più importante, ed è anche l’occasione giusta per valutare interventi come la remotizzazione dell’allarme con combinatore telefonico certificato EN 54-21, che può fare la differenza nei tempi di intervento.

Un aggiornamento da non sottovalutare

La UNI 11224:2026 non stravolge l’impianto generale della norma, ma introduce cambiamenti concreti che richiedono di aggiornare piani di manutenzione, contratti, registri dei controlli e programmazione degli interventi.

Il nostro consiglio è semplice: non aspettare la prossima scadenza per verificare se il tuo impianto è già allineato alla nuova norma.

Hai un impianto IRAI da verificare o da adeguare alla UNI 11224:2026? Contattaci per una consulenza gratuita.

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